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Innevamento e neve dorata dal sole

Ecco il Civetta di buon mattino
Rifugio Coldai
Il Rifugio Coldai e la Forcella

Il rifugio Coldai e dietro (non si vede) il Civetta

La parete del Civetta, sul fondo il lago ghiacciato

Foto in controsole sulla Val Zoldana

La Cima ovest del Coldai

Sole e Civetta

 


Escursione invernale al Coldai - 12 Dicembre 2007

Quella che vi presento è una classica passeggiata, se non fosse che l'ho fatta in inverno.

Sono partito da casa poco prima delle 6,00 e sono arrivato al Palafavera, poco sopra Forno di Zoldo a 1515m di altitudine verso le 7,30

AlbaLa giornata inizia molto fredda, e mi incammino giusto giusto alle prime luci dell'alba, ossia alle 7,30. Il momento è quello giusto per vedere le prime luci del sole e subito si presenta un bel panorama rosso fuoco. Non me lo faccio scappare e lo fotografo. Per ora il terreno è perfettamente praticabile, neve praticamente non ce n'è.

Continuando nel sentiero entro nelle piste da sci, che al contrario sono innevate di neve artificiale. In alcuni punti anzi l'innevamento sta continuando e uno spazzaneve è al lavoro.

Continuo tranquillo il cammino. Arrivo alla baita che sta sotto al sentiero che conduce al Coldai, e Bivacco invernalequi, dopo poco, mi metto i ramponi. Cominciano a vedersi ghiaccio e neve. Con i ramponi mi sento decisamente più sicuro.
Il sentiero prosegue così fino alla rampa che porta al Rifugio Coldai. Qui si trova decisamente più neve, accumulata sulla salita della montagna che si fa più ripida. Dopo questa asperità si arriva dirimpetto al rifugio Coldai, situato a 2135m, ovviamente chiuso in inverno. E' invece aperto il bivacco invernale, ripreso qui a destra.
L'alba su alcune cime

Complessivamente comunque la neve non era eccessiva da impedire una tranquilla salita. Mi è andata bene

Il panorama era stupendo, sia in direzione della Forcella Coldai che verso valle. Nella colonna di sinistra si possono vedere due foto del Coldai con alle spalle l'omonima forcella e i monti del gruppo

Il PelmoEcco una vista del Pelmo dal rifugio.

Sono arrivato al Coldai in un'ora e mezzo. Un tempo discreto, considerando la presenza della neve e di ghiaccio.

A questo punto il prossimo obiettivo diventa il lago Coldai aldilà della Forcella. Sembra non vi siano problemi.

Forcella ColdaiE infatti supero senza problemi la forcella. Qui la neve è ancora dura, e si cammina bene senza sprofondare. Diverso sarà a mezzogiorno durante il ritorno.

Qui di fianco la forcella Coldai

Al lago Coldai il panorama è "gelido". Fa molto freddo e mi decido a indossare la mantellina per proteggermi un po' dal vento. Il versante è infatti all'ombra e rimarrà tale credo almeno fino al tardo pomeriggio. Qui siamo di fianco alla parete del Civetta, che è la terza vetta da sinistra.

MarmoladaDa questo versante si ha la vista sulla Marmolada e sul fondo valle di Alleghe. Qui di fianco vi sono due riprese, quella del panorama d'insieme e quello zoomato sulla Marmolada, ove si notano anche la stazione intermedia della funivia e i tralicci.

Si cammina molto bene sulla neve, ma il freddo suggerisce di cambiare aria !
A questo punto tento di salire verso la cima Coldai. Non ci sono mai stato. Il panorama potrebbe essere molto bello.

La salita verso la cima del Coldai comincia bene, su neve ghiacciata e i ramponi affondano con efficacia quasi senza lasciare impronta. Salgo per un 100 m circa e poi mi trovo ad un vicolo chiuso, almeno per le mie possibilità. La salita si fa molto irta e inframezzata da rocce. Non mi fido di salire ulteriormente e ripiego su un clinale a metà tra la cima del Coldai e la Cima ovest del Coldai

Dietro la neve la cima
ovest del Coldai

Cima ColdaiPur se non sono riuscito ad arrivare in cima il panorama è di quelli che soddisfano ampiamente. Ottimo sulla val Zoldana, sul Civetta, sulle Pale di San Martino e le Tofane.

A questo punto comincio a scattare foto e metto alla prova la nuova Canon 40D. Mi devo sbrigare perchè fa parecchio freddo e c'è molto vento, e temo che la neve perda di consistenza e di affondare, come mi stava accadendo nella parte terminale della salita dove ad ogni passo sembrava di tornare indietro di due.

Pale S. Martino
Le pale di San Martino e i monti a sud della Croda da Lago

Comincio la discesa e dopo un po' imbocco in risalita (dovevo rialzarmi di un 30m) un canaletto dove si sprofonda nella neve in modo inverosimile. Comincio a preoccuparmi .......

Cambio strada e imbocco un successivo canaletto dove invece c'è meno neve e riesco a risalire. Da qui in poi tutto bene. Mangio al Rifugio Coldai con il sole e scappo via appena entra in ombra e arriva un freddo pungente.

Verso le 14,00 sono di nuovo al Palafavera. Ho fatto 1000 m di dislivello con un percorso immerso nella neve che mi ha dato piena soddisfazione.

Un giro invernale che consiglio ma con condizioni di neve buone e ben attrezzati. Alla prossima



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