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| Difficoltà : E |
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![]() Il giorno inizia con la luna |
Quella che presento è una delle più belle passeggiate dolomitiche che abbia fatto. E' anche vero che lo dico spesso dopo le mie escursioni ...... forse è vero che le Dolomiti sono per questo fantastiche !! Non stancano e non deludono mai. In questa giornata il nostro obiettivo si chiama Fradusta. Come sempre d'inverno non si sa mai come sarà il terreno. Noi abbiamo tutta l'attrezzatura necessaria, e anche un bel peso. |
Il sentiero non è assolutamente battuto, c'è troppa neve e troppo rischio di valanghe. Per andare sull'altopiano questo è il mezzo più semplice e meno rischioso. La temperatura è un dato importante, ma il vento lo è forse di più. Appena apriamo la porta del rifugio della funivia per mettere il naso sull'altopiano siamo accolti da ventate siberiane. E' meglio vestirsi e mettere le ciaspe dentro al coperto. Ci mettiamo le ciaspe e partiamo. Subito falsa partenza. Siamo all'ombra, il sole ancora tarda a far capolino, alla Lucia, la mia compagna fissa di avventura ormai, si slaccia una ciaspa, si toglie i guanti per riallacciarsela. Mi si gela la mano per solidarietà. In quelle condizioni meteo è necessario non scoprirsi mai. Meno di un minuto e ci si ritrova le mani gelate. Rientriamo di corsa alla funivia. |
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Altra partenza, questa volta quella buona. Velocemente usciamo dalla zona in ombra e andiamo verso il rifugio Rosetta 2590m, chiuso come sapevo. Qui si sta decisamente meglio, c'è meno vento. Seguiamo le tracce che portano lungo il sentiero 709. Avanziamo senza problemi particolari, facendo attenzione se possibile di rimanere ai piedi dei declivi. Passato il primo tratto, quando si tiene alle spalle il Rifugio Rosetta, si curva lungo il pendio in direzione sud/sud-est e si rimane in quota sul pendio di una salita. Una ciaspa dietro l'altra, con attenzione, si prosegue. Questo appena descritto d'estate è un pezzo di sentiero in cui le comitive si imbottigliano una dietro l'altra, perchè il sentiero si fa stretto e si cammina su tracce di rocce in cengia. |
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![]() La Civetta |
Arriviamo così alla base di un altro avvallamento. Anche qui d'estate le comitive si accalcano, è sempre alla base di una collinetta, una di quelle tipiche di questo altopiano. D'estate nessun problema. Ora non ci arrischiamo di prendere la collina in diagonale. Si sceglie di salirla lungo il tratto meno ripido in cresta, in direzione est. Siamo così a Cima Tome, 2748m, sopra al canalone che arriva dal rifugio Pradidali. Ora cerchiamo il percorso migliore per la discesa, sempre molto bella su questa neve farinosa che ci fa quasi fluttuare nell'aria ..... giù, anche questa è fatta. Lì in fondo vedo il palo con le indicazioni dei sentieri che c'è al Passo Pradidali Basso, quindi andiamo bene. Per fortuna la visibilità oggi è stupenda. |
![]() Passo del Travignolo |
Dal Pradidali Basso proseguiamo idealmente per il sentiero 708a, ogni tanto troviamo sul terreno qualche traccia di passaggio, di ciaspe o di sci. Siamo sul filo di rasoio con il timing. Dobbiamo arrivare in cima alle 12,30 per rientrare tranquillamente per l'ultima discesa della funivia, altrimenti dovremo rientrare comunque a quell'ora. Camminiamo tranquilli finchè arriviamo alla salita che porta sul pendio di cresta della Fradusta. Qui lasciamo giù mezzo polmone ..... ma arriviamo sulla cresta. E ora ci farà compagnia fin sulla cima un vento forte, freddo e fastidioso, che alza la neve, ne fa un turbinio e ce la lancia sul volto e sugli occhi ... |
Si va avanti, il sentiero è praticamente obbligato e non vi sono difficoltà alpinistiche, la difficoltà è l'avanzare lento con le ciaspe nella neve in questi ultimi 200m di salita, il freddo ....... ma ormai ci siamo. Ultime fatiche. Alle 12,25 arriviamo in vetta. Il tempo per sparare una raffica di foto con la mia EOS 40D, rimasta in vita a dispetto del freddo mentre l'altro corpo è defunto e avrà bisogno di un po' di calore per rianimarsi. Ci guardiamo attorno con la Lucia e felici di essere arrivati scendiamo quasi subito, non è il caso di trasformarci in ghiaccioli. Qui racconto un piccolo fatto che lì per lì non avevo considerato. Lucia mi dice di vedere una bolla nel mio naso .... io non la vedo :-) Finisce qui. Dopo, il giorno dopo, scopro che mi sono ustionato il naso, è il gelo che me lo ha bruciato. Perderò la pelle !! |
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Altimetria e tempi della passeggiata
09,21 --> 2675 |
Inizia la discesa. Abbiamo fretta di uscire dalla cresta. Ci facciamo una foto di rito ... e Lucia per scattare si toglie i guanti. Pazzia pura. Si congela la mano in un minuto. Ci metterà un po' per tornare ad averla a una temperatura adeguata, nonostante i suoi doppi guantoni da pugile :-)) In circa mezz'ora siamo fuori della cresta, finalmente ! Il vento cala, non il freddo. In un tratto pianeggiante ci fermiamo a mangiare qualche cosa. La luce è fantastica, il sole alto, sembra quasi una giornata primaverile ...... basta togliersi i guanti per un attimo per risvegliarsi ...... Ora di tracce sul terreno ce ne sono tante, dopo di noi sono passate altre due persone che però si sono fermate prima e sono quindi già rientrate. Troviamo una via un po' più corta a Cima Tome ...... e si rientra con attenzione soprattutto nel tratto in diagonale sotto a cima delle Scarpe. La fatica comincia a farsi sentire, e queste continue salite e discese sono una continua scocciatura. Finalmente vediamo il rif. Rosetta, e siamo quindi vicini all'arrivo, e siamo in anticipo sulla tabella di marcia. Si vede parecchia gente aggirarsi attorno alla stazione della funivia, persone che si godono il panorama che si ha da lì. Arriviamo finalmente, un'ora prima dell'ultima discesa. Abbiamo quindi il tempo per riscaldarci un po' al bar della funivia .... subito un the caldo !!! Alla prossima, a cima Lasteati sul Lagorai |
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