Tàmer Grande – 2547 m – 7/9/12

Qui vi presento l’uscita al Tamer Grande, cima prossima al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, delimita la Valle del Cordevole (Agordina) a est  e la Val di Zoldo a ovest. Il gruppo del Tamer comprende Cima nord di San Sebastiano, Tamer grande e piccolo, Castello di Moschesin ed altre cime minori. Come punto d’appoggio è presente sul versante est la Baita Angelini a 1680m.


vista sulla strada

vista sulla strada

Noi lo affrontiamo partendo dal parcheggio di malga Càleda vecchia, a quota 1490m, poco distante da passo Duran sul versante Agordino.

Il sentiero è assai ripido, sale con forte pendio con numerosi salti, alcuni documentati in foto con fondo non sempre stabile. Per la discesa è da fare con molta attenzione, e noi al ritorno, poichè era notte, abbiamo preferito rientrare per passo Duran. A questa parte di sentiero ne segue una molto più divertente, su roccia solida, anche qui con frequenti

Cascatina

Cascatina

salti  lungo la destra orografica del torrente che scende dalla Val de Caleda.

Il sentiero è sempre ben segnato.

Entrando in Val de Caleda si passa sulla sinistra del torrente e si inizia un lungo avvicinamento al ghiaione che conduce alla forcella La Porta. Si rimane sulla cresta di un docile e arrotondato dosso fino ad arrivare circa ai 2000m al bivio dei sentieri che conducono alla nostra meta ad est e alla Cima Nord di San Sebastiano a nord.

Quando c’è una buona visibilità da qui si gode di una ottima vista sulla valle del Cordevole.

Ghiaione

Ghiaione

Giunti al bivio si sale per un sentierino che sta iniziamente sulla sinistra del canalone e poi si sposta fino a raggiungere la Forcella La Porta, a 2326m.

Da qui inizia una traccia sulla destra che porta alla nostra meta. La traccia è evidente e non si corre il rischio di perderla. Corre in cengia sotto il Tamer Piccolo. Una cengia comoda che si affronta tranquillamente.

Si arriva ad una forcella appena accennata che divide Tamer Piccolo dal Grande e qui c’è il passaggio su paretina che alcuni chiamano di II- . Lo si può evitare prendendo una deviazione sulla destra per sfasciumi che sembrano portare in direzione sbagliata e invece poi riportano al taglio finale che conduce in cresta. Questa ultima parte è su terreno friabile, che si affronta con attenzione ma senza pericoli. Si arriva quindi sulla placca inclinata che porta all’ometto di vetta.

Come sempre queste vette sanno regalare panorami mozzafiato, e questa non manca. Osservare le fotografie per capire 🙂

Ritorno tranquillo, soprattutto perchè ho trovato quella via per evitare la parete di 4 m. Per il resto c’è da rimarcare il bellissimo ghiaione che, fatto in discesa, da grandi soddisfazioni

Alla prossima

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Info su Tommaso

Coniuga inizialmente la passione per la montagna con il web, proponendo attraverso il suo sito www.passeggiando.it semplici relazioni delle escursioni che realizza. Man mano che passano gli anni migliora la propria tecnica fotografica, cercando i momenti migliori della giornata: è così che frequenta la montagna quasi sempre all’alba e al tramonto, cercando i momenti pieni di Pathos e li congela nella sua macchina fotografica. Negli ultimi tempi si concentra nella fotografia notturna, spostandosi tra i monti di notte alla luce della pila frontale, alla ricerca di nuove sensazioni, nuove magie da raccontare fotograficamente. Nel 2011, come conclusione di un percorso di ricerca, pubblica il suo primo libro fotografico: “Dall’alba al tramonto nel cuore delle Pale di San Martino”. Partecipa ad alcuni concorsi fotografici con apprezzabili risultati, tra cui in Ottobre 2012 il terzo posto nel Concorso Internazionale IMS di Bressanone e il primo al Concorso Rotary e la Montagna di Trento nel 2013. Nel dicembre 2013 pubblica due volumi dedicati alle Dolomiti della provincia di Belluno, frutto della collaborazione con Federico d'Ambros e dal titolo "Il volto nascosto delle Dolomiti", è coautore della guida" Scialpinismo-freeride ciaspole nelle Pale di San Martino", edita nel dicembre 2014; nel maggio 2015 esce con "Alla ricerca del giardino di Re Laurino", libro ambientato in Catinaccio e infine a dicembre 2015 scrive e pubblica una guida ai sentieri nelle Pale di San Martino
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