Scialpinismo Freeride e Ciaspe nelle Pale di San Martino

Copertina freeride e scialpinismo

Copertina freeride e scialpinismo

La prima guida completa di scialpinismo nelle Pale di San Martino.
110 itinerari di cui oltre 50 inediti, varianti di salita e discesa, traversate classiche e decine di nuovi percorsi, la rendono la monografia più esauriente dell’area.

Dalla Fradusta al canalone dei Bureloni, dall’Agner al Cimerlo, dal frequentato Altopiano al selvaggio mondo delle Pale di San Lucano.
Con le discese più belle di freeride e i percorsi per le ciaspole.

Un libro fotografico dove l’immagine evoca e descrive, dove lo scatto artistico si intreccia alla narrazione geografica.

Abbiamo dedicato una pagina web (link)  con la descrizione del manuale e alcuni esempi di percorsi. E’ un’idea regalo, realizzato da un team di appassionati per gli appassionati della montagna e delle Pale di San Martino!

Se vuoi ricevere informazioni sulla guida puoi scrivermi compilando il modulo sottostante:

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Una uscita scialpinistica per l’inizio stagione – Valle del Vajolet

Propongo questa uscita scialpinistica che penso sia ideale per un inizio molto soft di stagione. Realizzata con gli sci, ma percorribile senza dubbio anche con l’ausilio delle ciaspe

Dal Catinaccio alle Cigolade

Dal Catinaccio alle Cigolade

L’ambiente è quello del Catinaccio, solcato da centinaia di persone in periodo estivo. In inverno invece è molto più silenzioso, meno persone ne solcano i sentieri, mentre l’ambiente rimane uno tra i più suggestivi delle Dolomiti. In piena stagione invernale inoltre è spesso aperto il Rifugio Passo Principe, a 2600m, ottima base d’appoggio.

Torri del Vajolet

Torri del Vajolet

La posizione della partenza dipende dalla quota a cui è presente la neve. Noi abbiamo trovato la neve dal parcheggio ultimo lungo la strada per il Gardeccia, laddove d’inverno è posto il divieto di accesso, a quota 1500m, esattamente ai piedi del colatoio che scende dal Passo delle Scalette. Calzare gli sci qui e partire è davvero un’ottima coincidenza.
Si segue il tracciato della strada, con pendenze mai eccessive, anzi in alcuni momenti tipiche del falsopiano.  Il tragitto fino al Rifugio Gardeccia, aperto anche d’inverno dal 26 dicembre al 6 aprile solo come ristoro, è diviso da due S in sequenza. Superata la seconda S siamo circa a 1750m di quota, e non manca molto all’arrivo alla tappa al Rifugio Gardeccia. Complessivamente questo primo tratto di percorso si realizza in circa un’ora.

Rifugio Preuss

Rifugio Preuss

Arrivati al Gardeccia si continua per il rifugio Vajolet, anche in questo caso seguendo la traccia del sentiero estivo, assolutamente chiara e soprattutto in queste zone sempre battuta. Inizialmente la salita è lieve, quindi aumenta progressivamente con una successione di curve sinistra-destra-sinistra e poi sale decisa con un breve strappo per poi riprendere con una leggera pendenza. Si arriva alla base del Preus, alle terre Neigre, dove a differenza del sentiero estivo si taglia decisamente  e si sale con brevi zig zag l’erto pendio.

Superato il tratto, la pendenza torna modesta, si devia verso destra, superando qualche possibile accumulo si arriva di fronte al rifugio Preus. Il tempo di percorrenza si aggira tra 50minuti e un’ora. Si continua e dietro al vicino rifugio Vajolet parte la traccia per il passo Principe. La traccia scende nel letto del torrente, e lo percorre per l’intera lunghezza. Si evitano così i pericolosi pendii innevati ove è indistinguibile il sentiero estivo.

Zig zag nel letto del torrente

Zig zag nel letto del torrente

Il letto del torrente è a salti, ogni tanto si trovano dei massi da evitare quasi a zig zag che creano movimento lungo il percorso. Ciò soprattutto nel primo tratto, dopo tutto prosegue con maggiore uniformità, salvo riprendere la pendenza nel tratto terminale, ove terminiamo questo percorso al Rifugio Principe 2600m, quasi sempre aperto d’inverno. Questo ultimo tratto si percorre in circa un’ora.

Come prima uscita invernale può essere sufficiente. I tempi proposti sono indicativi e dipendono molto dallo stato della neve presente.

Dopo un caldo vin brulè si riprende il cammino con una discesa che ripercorre il percorso dell’andata fino al rif. Vajolet, mentre dal Vajolet si preferisce tenere una linea più larga e con pendenza meno accentuata della via di salita. Ciò è permesso dagli ampi pendii presenti. A parte questa nota, da ora in poi tutto fila liscio e con soddisfazione e velocità si torna al parcheggio.

Il medesimo percorso ma con le ciaspe e in notturna è già stato commentato a questo link http://www.passeggiando.org/wordpress/?p=1577 .

Buona montagna !

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Dal Rifugio Padova al Bivacco Marchi-Granzotto – 26-27/7/2013

Le Dolomiti d’OltrePiave sanno regalare angoli di montagna stupendi e stranamente poco frequentati rispetto ad altre zone. In questa occasione, nel fine luglio, decido di andare al Bivacco Marchi Granzotto partendo dal parcheggio attiguo al Rifugio Padova 1200m. Non è un percorso molto lungo, che ben conosco ormai. Circa 1000m di salita fino alla Forcella Monfalconi di Forni e poi discesa di 150 m fino al Bivacco.

Segnaletica alla partenza

Segnaletica alla partenza

Dalla Forcella Monfalconi di Forni parto con condizioni meteo incerte verso le 18,30. Il sentiero inizialmente è all’interno del bosco, discreto pendio, vario con qualche saliscendi piacevole. Il sentiero è quasi completamente in direzione est. Circa a quota 1400m si comincia ad uscire dal bosco e ad entrare in una zona con vegetazione rada e decisamente più bassa. Si arriva a quota 1500m al bivio che divide i sentieri e portano rispettivamente a Forcella Monfalconi di Forni a destra e a Forcella Scodavacca a sinistra.

Prendo a destra e seguo il sentiero 342. Trovo un colatoio e quindi seguo la destra per addentrarmi in Val d’Arade. Qui mi si presenta uno spettacolo “inquietante”, per usare un termine abbastanza in voga: decine di alberi abbattuti durante l’invernata da una o più slavine.

Gli effetti della slavina

Gli effetti della slavina

Si rimane basiti. Proseguo seguendo con decisione il sentiero. A quota 1800m trovo il bivio per la forcella Montanaia, che procede sulla destra seguendo la traccia 353 (traccia che ho percorso nel 2014 con la neve). Continuo diritto e da qui si scorgono le cime della Val d’Arade. Si continua su sentiero che sale con zig-zag stretto. Si arriva aquota 1900m su un piacevole terrazzo, dal quale si domina il Ciadin d’Arade. Piego a sinistra, attraverso un canalone e quindi il sentiero si inerpica fino a raggiungere un altro terrazzamento rigoglioso di mughi e leggera erbetta. Un gran posto per sedersi e godersi uno spuntino. Da qui inizia l’ultima parte della salita, su terreno sassoso, a volte friabile. Ciadin d'AradeLa salita è costante anche se su pendio medio, poi sotto al basamento della cima Monfalcon di Forni sale prepotentemente. Dopo circa 1h50′ arrivo in forcella. Comincia a piovere ….. Non manca molto al bivacco. Indosso la giacca da pioggia e parto velocemente per il bivacco. Vi arrivo e trovo con mia sorpresa quattro escursionisti tedeschi. Di posto per ripararmi finchè piove ce n’è 🙂 . A questo punto non resta che aspettare che il tempo migliori così come è previsto.

La notte in Val Monfalconi

La notte in Val Monfalconi

E così è! Verso mezzanotte il cielo comincia a liberarsi dalle nuvole e appare la luna, con la sua luce che tutto illumina, e la macchina fotografica va a nozze !

Per non disturbare gli altri usufruitori del bivacco con il mio andirivieni mi appisolo fuori. Si sta bene e dormire sotto le stelle è sempre piacevole. Sistemo la sveglia in modo da essere vigile per l’aurora e la successiva alba. Mi godo così questo evento in tutta calma, spostandomi e cercando qualche angolo di ripresa più efficace.

L'alba sulla Croda del Leone

L’alba sulla Croda del Leone

Dopo che è sorto il sole il mio lavoro di fotografo si esaurisce. Richiudo le mie cose nello zaino e mi preparo a scendere. Saluto la compagnia che ha dormito nel bivacco e comincio il rientro per la medesima via dell’andata, con maggiore attenzione nel riprendere alcuni particolari, che ora si prestano con la luce del sole. Senza fretta, incontrando dei cacciatori, rientro in un’ora e mezza circa.

Il luogo è rappresentativo di quello che sono le Dolomiti d’Oltrepiave, isolato, poco frequentato, ben situato in un vallone stretto tra muraglie di Dolomia. E’ questo che mi affascina di questi luoghi, questi valloni stretti che fanno sentire la vicinanza delle cime.

Ciadin d'Arade

Ciadin d’Arade

Gli stretti spazi appartati, in contrasto con gli ampi spazi di cui si gode dalle vette. Sicuramente luoghi da conoscere.

Alla prossima e sempre Buona Montagna a tutti !

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E’ disponibile il calendario 2015 !!

calendario2015-2-HighRes-finale_Page_01E’ disponibile il mio nuovo calendario “Dolomiti 2015 by passeggiando.it” !

Siamo alla 8a edizione, oggi ancora più completo!
Oltre ad avere foto in grande risoluzione a 45×30 cm, vi si trova lo spazio per scrivere i propri appuntamenti, sono presenti le fasi lunari e i santi del giorno!
Più sotto nel post si possono vedere tutte le immagini, la maggior parte delle quali inedite. Cliccando su ciascuna di esse si apriranno in pieno schermo. Tutte le foto sono dell’ultimo anno (da dicembre 2013 ad oggi) e rappresentano la mia annata in Dolomiti.

Per chi lo desideri è possibile ordinarlo

Costo:
per un pezzo: 9 euro
per due pezzi: 8,5 euro ciascuno
per tre pezzi: 8 euro ciascuno
+ costo dell’eventuale spedizione

Pagamento mediante bonifico bancario, paypal o diretto in caso di consegna a mano

Per maggiori quantità vi consiglio di contattarmi direttamente.

Per informazioni, ordini o anche solo un commento scivetemi tom@passeggiando.it  o è possibile usare il modulo qui sotto presente.

 

 

 

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Tàmer Grande – 2547 m – 7/9/12

Qui vi presento l’uscita al Tamer Grande, cima prossima al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, delimita la Valle del Cordevole (Agordina) a est  e la Val di Zoldo a ovest. Il gruppo del Tamer comprende Cima nord di San Sebastiano, Tamer grande e piccolo, Castello di Moschesin ed altre cime minori. Come punto d’appoggio è presente sul versante est la Baita Angelini a 1680m.


vista sulla strada

vista sulla strada

Noi lo affrontiamo partendo dal parcheggio di malga Càleda vecchia, a quota 1490m, poco distante da passo Duran sul versante Agordino.

Il sentiero è assai ripido, sale con forte pendio con numerosi salti, alcuni documentati in foto con fondo non sempre stabile. Per la discesa è da fare con molta attenzione, e noi al ritorno, poichè era notte, abbiamo preferito rientrare per passo Duran. A questa parte di sentiero ne segue una molto più divertente, su roccia solida, anche qui con frequenti

Cascatina

Cascatina

salti  lungo la destra orografica del torrente che scende dalla Val de Caleda.

Il sentiero è sempre ben segnato.

Entrando in Val de Caleda si passa sulla sinistra del torrente e si inizia un lungo avvicinamento al ghiaione che conduce alla forcella La Porta. Si rimane sulla cresta di un docile e arrotondato dosso fino ad arrivare circa ai 2000m al bivio dei sentieri che conducono alla nostra meta ad est e alla Cima Nord di San Sebastiano a nord.

Quando c’è una buona visibilità da qui si gode di una ottima vista sulla valle del Cordevole.

Ghiaione

Ghiaione

Giunti al bivio si sale per un sentierino che sta iniziamente sulla sinistra del canalone e poi si sposta fino a raggiungere la Forcella La Porta, a 2326m.

Da qui inizia una traccia sulla destra che porta alla nostra meta. La traccia è evidente e non si corre il rischio di perderla. Corre in cengia sotto il Tamer Piccolo. Una cengia comoda che si affronta tranquillamente.

Si arriva ad una forcella appena accennata che divide Tamer Piccolo dal Grande e qui c’è il passaggio su paretina che alcuni chiamano di II- . Lo si può evitare prendendo una deviazione sulla destra per sfasciumi che sembrano portare in direzione sbagliata e invece poi riportano al taglio finale che conduce in cresta. Questa ultima parte è su terreno friabile, che si affronta con attenzione ma senza pericoli. Si arriva quindi sulla placca inclinata che porta all’ometto di vetta.

Come sempre queste vette sanno regalare panorami mozzafiato, e questa non manca. Osservare le fotografie per capire 🙂

Ritorno tranquillo, soprattutto perchè ho trovato quella via per evitare la parete di 4 m. Per il resto c’è da rimarcare il bellissimo ghiaione che, fatto in discesa, da grandi soddisfazioni

Alla prossima

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Vicenza e la montagna – Mostra fotografica “Pale di San Martino: dall’alba al tramonto”

Nell’ambito della rassegna del film e libro di montagna “Vicenza e la montagna”, sarà presente una mia mostra fotografica che presenta in foto di grande formato l’ambiente più severo delle Pale di San Martino. Sono foto scattate dalle cime, anche invernali, che cercano di sintetizzare questo incredibile e immenso gruppo Dolomitico, che è anche il più esteso.

Accanto alla mostra sarà anche possibile visionare, e per chi vuole acquistare, il mio libro fotografico “Dall’alba al tramonto nel cuore delle Pale di San Martino”

Durante l’inaugurazione della rassegna, il 2 ottobre presso la libreria Galla alle ore 18 a Vicenza in Corso Andrea Palladio, 11″, oltre a presentare le mie immagini, per 40 minuti circa proietterò alcuni filmati che meglio faranno conoscere questo ambiente.

Siete invitati 🙂

Entrata libera

Vicenza e la montagna

Vicenza e la montagna

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